Storia di educazione alternativa in Ecuador
da Quito, Camilla Nanna e Nicola Signorini
da Quito, Camilla Nanna e Nicola Signorini
Nel quartiere La Dolorosa di Chilibulo, a Quito, c'è una piccola casa ai piedi di una collina. La storia di questa casa si intreccia con quella di un gruppo di studenti universitari che decisero di mettere in pratica i loro ideali. Però non sono loro i veri protagonisti di questa storia. Siamo negli anni settanta e si costituisce un gruppo chiamato "Juventud Unida" che inizia a lavorare nella zona Sud di Quito. Giovani che parlano ai giovani e che insieme cercano alternative alla vita comune del quartiere. Il gruppo inizia così a tessere profonde relazioni con la gente del posto, a conoscere e comprendere la storia di questa parte periferica della città. Il contatto con questa realtà li porta a porre domande e ad investigare sulle necessità della comunità.
Alla domanda «Di che cosa avete realmente bisogno? », la risposta fu «Imparare a leggere e scrivere».
Questo processo di investigazione partecipativa è il vero protagonista e il filo conduttore della storia. Inizia quindi un processo di alfabetizzazione in cambio di ospitalità nel quartiere. Padri e madri di famiglia, terminato il lavoro, prendevano parte a classi serali alle quali spesso partecipavano anche i loro figli, che incuriositi seguivano i genitori. Il tempo passò e quei giovani studenti diventarono a loro volta padri e madri, e si domandarono se fosse giusto consegnare i propri figli ad un sistema educativo che annullasse la loro creatività, o se fosse possibile un modello alternativo, una alternativa visione del mondo.
Il contesto politico dell'Ecuador caratterizzato in quegli anni da un governo totalitario e un'opposizoine militante, rese necessaria la sistematizzazione della loro esperienza nell'insegnamento della lingua e nell'educazione infantile, per evitarne la scomparsa.


Siamo andati a vedere da dove parte tutta questa disperazione
[parlare gli piace. lasciateli in pace] Palestina Israele


















